Da circa un anno LinkedIn sta riposizionando la propria offerta concentrandosi sul content marketing

Lo scorso mese aveva aperto a tutti gli utenti la piattaforma di publishing, aumentando al tempo stesso il numero di influencer che pubblicano i propri articoli.

All’interno di questa strategia, apparentemente volta a fare di LinkedIn la piattaforma ideale di publishing per professionisti, proprio ieri sono stati presentati due nuovi prodotti dedicati alle aziende che si propongono di far leva sui contenuti per far crescere la base degli utenti.

I due nuovi prodotti dovrebbero, infatti, fornire alle aziende dati utili a migliorare la strategia di content marketing.

Il primo prodotto si chiama Content Marketing Score ed ha l’obiettivo di misurare l’efficacia dei contenuti pubblicati da un’azienda su LinkedIn tramite l’attribuzione di un valore numerico.

Il calcolo viene effettuato dividendo il numero totale di utenti LinkedIn coinvolti in qualche modo con l’azienda (tramite aggiornamenti sponsorizzati, pagine aziendali, gruppi, aggiornamenti da parte dei dipendenti, post degli influencer, ecc.) per il totale degli utenti LinkedIn attivi e in target con l’offerta aziendale.

In pratica, il Content Marketing Score dice quante persone in target con l’offerta della singola azienda vengono effettivamente raggiunte.

Lo si potrebbe pensare come una sorta di Klout per LinkedIn, fatto salvo che assegna un punteggio solamente alle imprese e non ai singoli; inoltre, il punteggio non è pubblico ma può essere visualizzato solo dalla singola azienda.
Le potenzialità del Content Marketing Score sono quantomeno interessanti: grazie alla possibilità di tracciare le prestazioni su base mensile, l’azienda sarà infatti in grado di verificare nel tempo i livelli di interazione con il proprio target.

Area geografica e industria di appartenenza sono due dei parametri in base ai quali è possibile filtrare il proprio punteggio, ma ne sono previsti altri ancora e LinkedIn promette di essere al fianco dell’azienda per aiutarla a comprendere come migliorare il punteggio.

E proprio per fornire un supporto all’individuazione dei contenuti più adatti a migliorare l’interazione dell’azienda con il proprio target, LinkedIn ha contestualmente presentato Trending Content.

L’idea di fornire un elenco di argomenti che rispondano alle esigenze degli utenti non è nuova, ma nel caso di Trending Content sembrerebbe trattarsi più di uno strumento per professionisti del marketing che per l’utenza “mainstream”.

Sostanzialmente, Trending Content valuterebbe l’argomento ritenuto più significativo per uno specifico target in modo da consentire all’azienda di sartorializzare il contenuto stesso perché si adatti al meglio alle esigenze del target dell’impresa.

Gli argomenti più discussi e gli articoli ad essi associati vengono visualizzati tramite Trending Content che li classifica in base al livello di interazione fra utenti e contenuto stesso sulla piattaforma LinkedIn.

Appare evidente quanto i due prodotti mirino a incoraggiare un uso maggiore di LinkedIn, investendo sempre più nella creazione di contenuti e dimostrando – dati alla mano – il potenziale della piattaforma.

Sorgono, tuttavia, delle ovvie perplessità relativamente, ad esempio, alla valutazione della “significatività” dell’argomento.

Non ci resta, allora, che mettere alla prova il “Dynamic Duo” di LinkedIn e vedere se effettivamente sarà in grado di aiutare le imprese a migliorare le prestazioni del proprio Content Marketing.

In ogni caso, il semplice fatto che incoraggi le aziende a strutturare una strategia di Content Marketing ci sembra già un successo.

La presentazione del Dynamic Duo realizzata da LinkedIn è reperibile a questo indirizzo.