Un mercato in crescita. L’ennesima occasione perduta per l’Italia?

Lo scorso 13 febbraio è stato presentato a Bruxelles uno studio effettuato da Gigaom e NUI Galway per conto della Commissione Europea, volto a fare chiarezza sulle dimensione del mercato delle App in Europa. Lo studio fa parte di Startup Europe, iniziativa dell’Agenda Digitale sostenuta da Neelie Kroes per promuovere l’imprenditorialità nei settori dell’ICT e del web in Europa.

Secondo alcune stime, nel 2013 sarebbero state scaricate 94.4 miliardi di app a livello globale. A detta dello studio, nel settore dello sviluppo di applicativi per il mobile l’Europa non ha niente da invidiare agli Stati Uniti. O quasi.

Attualmente, gli sviluppatori europei e quelli nord-americani generano, infatti, gli stessi livelli di fatturato, il 42% a testa in un mercato che in meno di cinque anni è passato dall’anonimato totale allo status di supereroe del digitale, un potente super-settore che nel 2018 potrebbe dare lavoro a 4,8 milioni di persone per un fatturato di 63 miliardi di Euro solo nel vecchio continente.

Un futuro radioso dunque, tranne che per un piccolo neo: gli sviluppatori sollevano qualche preoccupazione rispetto al divario in termini di competenze, connectivity e frammentazione. Tutti fattori che potrebbero mettere a rischio l’effettiva crescita di questo settore.

Settore che coinvolge 500 milioni di consumatori europei e che, di conseguenza, presenta un potenziale enorme per gli sviluppatori di App e per l’economia digitale in Europa nel suo complesso.

Oggi, il settore delle App impiega 1 milione di sviluppatori e 800.000 persone nel marketing e in altre attività di supporto. Cifre che potrebbero salire a ben 2.7 milioni di sviluppatori e 2.1 milioni di persone impiegate in attività collaterali entro il 2018, e che fanno ben sperare Neelie Kroes portandola ad affermare che “Il settore delle app è un’area dell’economia digitale per la quale l’Europa potrebbe realmente assumere il ruolo di leader”; anche se, riconosce la Kroes, “è necessario risolvere i problemi relativi alla connettività e alla frammentazione – una ragione ulteriore per completare il mercato unico delle telecomunicazioni!”.

E le frustrazioni europee non riguardano solo le profonde differenze a livello strutturale che caratterizzano i diversi paesi in Europa (così tanto per dirne una: la banda larga in Italia), ma anche tutte quelle incongruenze che rendono molto complesso vendere iniziative anche brillanti oltre confine.

A quanto pare, la Commissione sta lavorando alla semplificazione delle norme europee in materia di copyright e di concessione di licenze al fine di semplificare l’accesso ai contenuti online. Un whitepaper sul copyright è atteso entro la metà dell’anno in corso, mentre la connettività (tanto la banda larga quanto le reti 4G ad alta velocità) è uno degli obiettivi principali indicati nella proposta della commissione di dar vita ad un Continente Connesso, proposta attualmente in corso di discussione al Parlamento Europeo.

Il rapporto, che potete scaricare a questo indirizzo, è ricco di spunti interessanti e vi consigliamo di leggerlo, se avete un po’ di tempo da dedicare.

Anche l’Italia è menzionata. Purtroppo come esempio dei paesi che non hanno nessuna azienda di App i cui prodotti figurino tra i primi 50 posti in paesi al di fuori del proprio mercato.

Oltre a dimostrare le potenzialità per l’Europa di assumere la leadership nel settore, dallo studio emerge con chiarezza che si tratta di un mercato in crescita e potenzialmente in grado di dare occupazione ad un numero molto elevato di persone, purché si trovino delle soluzioni a una diffusa mancanza di competenze nel digitale e nella capacità di gestione del business dell’Europa rispetto agli USA e alla capacità di questi ultimi di attrarre le eccellenze facendo uso di quella leva rappresentata da salari con i quali l’Europa non riesce a competere.

Competenze (o, meglio, la loro mancanza), strettoie tecniche e burocratiche, frammentazione delle infrastrutture, sono solo alcuni dei fattori che potrebbero minare le potenzialità del ruolo dell’Europa in un mercato in forte crescita.
Tra gli altri fattori, lo studio evidenzia la mancanza di interoperabilità di piattaforme come Android, iOS, Facebook. Moltissimi sviluppatori lamentano la totale dipendenza da piattaforme sviluppate dai giganti americani e le naturali conseguenze sul fatturato.

Insomma, un bel po’ di carne al fuoco per chi i problemi è chiamato a risolverli.

Un bel po’ di indicazioni per chi vuole intendere nel nostro Paese. Sempre che abbia orecchie – e volontà – per farlo.