#1 Le liste

Confesso di essere riluttante a scrivere su cose che continuo a credere siano già universalmente note.

A quanto pare, tuttavia, ciò in cui io credo tende spesso a rivelarsi illusorio; quindi, coloro che già sanno spero vorranno perdonarmi se scrivo del mio modo di utilizzare Twitter. Nella speranza che almeno in pochi trovino utili i banali suggerimenti che seguono.

Lo so. “Excusatio non petita”. Non il modo migliore di esordire; tuttavia, sto cercando di venire a patti con ciò in cui credo e di cui mi illudo. Vogliate quindi perdonare la retorica dell’artificio (non che ci si debba far perdonare per l’uso della retorica, ma adesso si divaga davvero).

Twitter, dunque.

Quanto segue nasce dal fatto che con oggi sono cinque anni che frequento la piattaforma (festeggiato con tanto di biglietto di auguri da Twitter stesso).

È il primo post di una serie dedicato a Twitter e non vogliono essere altro che alcuni semplici suggerimenti, pensati per quanti pare non sappiano ancora che farsene di uno strumento che, a mio modesto avviso, è uno dei pochi “socialmente” utili, efficaci, pratici (specie per chi di mestiere si occupa di comunicazione).

Cominceremo dalle liste e nei prossimi giorni proseguiremo con altre indicazioni d’uso.

Twitter list: chi non ama gli elenchi?

Strano a dirsi visto che una della prime cose che impari (specie se ti occupi di PR) dovrebbe essere proprio come costruire un elenco di nominativi, ma sembra che pochi utilizzino le liste di Twitter.

Ancora più strano dal momento che le liste sono la soluzione più pratica per gestire l’affollamento che caratterizza Twitter ed evitare quel senso di vertigine che inevitabilmente colpisce chi non prova in qualche modo a governare il traffico e attutirne il rumore.

Innanzitutto, ricordatevi che non sta scritto da nessuna parte che si debba necessariamente “seguire” qualcuno. A quanto pare in molti non ne sono consapevoli, ma è possibile inserire chi ci interessa in apposite liste e leggere ciò che postano esattamente come se li stessimo seguendo, senza dover pigiare sull’apposito pulsante.

Le liste, inoltre, permettono di contestualizzare o far rientrare all’interno di specifici argomenti le persone che ci interessano. Private o Pubbliche, le liste non hanno limiti e la loro efficacia dipende totalmente da chi le compila.

Le mie liste vanno dagli amici ai professionisti del settore, dai giornalisti ai politici, dagli esperti di social media agli esperti di content marketing, dai clienti alla concorrenza, e così via.

È proprio qui il bello di Twitter. Ed è così che diventa più semplice conoscere persone interessanti, seguire conversazioni stimolanti e riuscire a focalizzarsi su quello che in quello specifico momento interessa davvero.

Una blogger americana credo ha definito le liste “la manopola del volume” di Twitter, grazie alla quale è possibile alzare o abbassare il volume (inteso, se volete, anche nel senso di quantità) delle conversazioni.

Usatele. Se volete, qualcuna gettatela via.

Ma vedrete che non sarà così semplice.